21/10/2005
Lo stile è la luce. La luce viene prima di tutto, anche prima dell’idea, come dice Leo Pestelli. Lo stile è la luce, come in pittura. Pittura e cinema hanno fra loro stretti rapporti. La cinepresa serve a fissare la distanza tra l’autore e le cose ed essa stessa partecipa alla composizione dello stile: solo con i suoi movimenti funziona in modo molto simile a quel che è la sintassi per la scrittura. Per quel che mi riguarda muovo ben poco la cinepresa. Perché credo che nell’espressione, quel che conta è il taglio dello spazio, è la precisione di quel che succede all’interno di questo spazio magico che è il piano. Quando guardo gli acquarelli di Folon, penso che procedono con lo stesso andamento. Quello che conta è il taglio dello spazio, è la precisione di quel che succede all’interno di quello spazio magico che è un foglio bianco. Egli esprime tranquillamente delle certezze. Non sopporta nessuna illuminazione incerta. Oggi, al contrario, c’è un’estetica che affida la sua teoria al caso. Come se la pittura e il cinema approfittassero dell’ignoranza della gente. Personalmente credo a un metodo di lavoro totalmente diverso. Bisogna agire con rigore su questa nebulosa vaga e incerta che è la cosa inventata. 
19/10/2005
Parigi, Parigi a me va bene...
15/10/2005



