30/01/2004
Si è fatto tredici!
La tormenta è terminata, qui però continuo ad arrancare tra insidiose dune di abbondante neve!
29/01/2004
Momento topico dell'immensa nevicata di oggi: teorica partenza a due di Folletta e Zapotek su malandata busta di plastica verde a mo' di slittino in discesa libera, ma con inconsapevole svista del secondo che lascia involontariamente partire la signorina con sguardo terrorizzato in evidente accelerazione su fondo nevoso... complimenti a Cri, ditele che ho già provveduto a segnalarla per Torino2006! :)
28/01/2004
Ma allora esistono davvero i fantasmi? Oppure io ed EleX ci stiamo inesorabilmente imbabbionendo? :)
26/01/2004
Quota dodici...
24/01/2004
Più che sublime io di solito sublimo, gentilissima blogger (anche se non so cosa questo voglia esattamente dire)! :)
23/01/2004

22/01/2004
ZapoChannel
La strabordante aberranza.
E' la volta di TUNNEL, perla di satira firmata Dandini, Guzzanti e compagnia bella... scegliti una puntata a caso, perchè te le faccio vedere tutte!
20/01/2004
La mi porti un salutone a quel tizio in quel di Sky Tg24, egregia Framboise? :)
19/01/2004
(Ciò che scrissi il 16 ottobre ora forse risulta più chiaro. A posteriori.)
16/01/2004
Questo è quanto son riusciti a metter su Zapotek e Folletta ieri sera in pista, in appena un'ora di traballante ma formativa pratica! P.S. Anche Cannaruta e Framboise, in tutta onestà, si son date da fare...
13/01/2004
Via i maglioni a dolce vita. Le sciarpette infagottanti. Sbucano le magliette, i calzoni corti, le camicie di lino. La piazza cambia pelle: si riempie di chitarre, di bonghi, che scandiscono ritmi estivi. Ritorna impellente la voglia di buttarsi su quei mattoncini e guardare le stelle. Ci si trova così bene che qualcuno vi si addormenta nel tardo pomeriggio e si risveglia la sera col vociare di comitive di gitanti. Oppure ci si dà battaglia coi gavettoni riempiti alla fonte. A mezzogiorno, poi, sembra spiaggia. Il profumo di creme proteggenti inebria le narici del turista che tenti di attraversare la piazza. La notte, però, è dei più giovani studenti. Si fa la spola tra i bar più vicini, quelli dove c’è più gente, e quindi più probabilità di trovare qualcuno che si conosce. Ci si ferma a far due chiacchiere col compagno di corso, si dà un’occhiata all’avvenenza femminile lì presente, e i più temerari partono spavaldi in direzione della preda. C’è chi si prepara per tempo con adeguati bottiglioni di vino rosso, e tenta, con alterne fortune, di rimorchiare la straniera di passaggio. Ritiene che il vino sia una fondamentale risorsa nell’approccio con l’altro sesso, e quindi ne fa largo uso. Lo si riconosce dall’andamento ondeggiante, sorriso inquietantemente fisso, palpebra decisamente pesante. Ripete incessantemente tormentoni comici televisivi fino alla nausea. Se ha l’accortezza di non boccheggiare stremato dall’ultimo sorso di vino, il successo è (quasi) assicurato. Le probabilità aumentano se l’auspicabile partner è di nazionalità estera. E’ universalmente risaputo che i più viscidi modi di fare e le battute di dubbio gusto tipici del maschio italico vengono salutati dalle donne d’oltreconfine come esempi pregiati di ironia e arte amatoria in via di estinzione, assolutamente da tutelare. C’è poi chi riflette sui suoi destini, e sfoga la sua rabbia con l’amico che pazientemente lo ascolta. Si guarda attorno, grugnisce per un po’, e sempre con l’amico comincia a circumnavigare nervosamente la piazza. Incazzato e disilluso, non riesce proprio a buttar giù. Cosa, non è dato saperlo. Prende a calci qualche colonnino, poi chiede all’amico di riportarlo a casa. Non è proprio serata. Col passare delle ore la piazza si riempie di bottiglie, grandi e piccole, dalle più apprezzate gradazioni alcoliche. E lì succede qualcosa che la scienza non è ancora riuscita a spiegare. La bottiglia, preferibilmente piena, cade, o viene fatta cadere e lentamente, ma inesorabilmente, comincia il suo viaggio verso l’infinito. O meglio, verso, la schiena del malcapitato che vi si trova in traiettoria. Nessuna rivendicazione, solo la rabbia del suddetto che strabestemmia all’indirizzo di quell’anonimo individuo dalla paternità oscura. Unico rimedio, l’omino arancione dai polpacci catarifrangenti, che raccoglie le bottiglie e le infila in quegli inquietanti monoliti verdi che qua e là fanno capolino nella piazza. Ma il genio balistico non si dà per vinto. Il monolito verde ha le ruote, messe trasversalmente rispetto all’inclinazione della piazza. E allora che fa? Sommessamente si avvicina alle ruote, le gira leggermente, e a questo punto anche il monolito fa il suo bel viaggio a velocità crescente, accompagnato da diffuse urla di approvazione. La serata continua, c’è chi comincia a far roteare torce fiammeggianti tra l’ammirazione generale. Gli improvvisati chitarristi che fanno gruppo si sgolano fino a notte inoltrata. C’è concorrenza, non si punta solo sul repertorio. E’ l’animatore turistico che è in loro che prende il sopravvento. I più abili gigioneggiano amabilmente. C’è chi, munito di tracolla, canta in piedi di fronte alla sua fedele comitiva. Alcuni sono provvisti perfino di un piccolo amplificatore. Si parte con la canzone d’autore, si finisce con le sigle dei cartoni animati. I più ubriachi cominciano le loro manovre di rotolamento. I più fortunati hanno l’onore di ricevere improvvise visite da una volante dei Carabinieri. Le ore passano, si è in euforia discendente. La serata sta per finire. Rimangono fino a notte inoltrata gli irriducibili. Gli “altri” che la amano con tutto il cuore, questa piazza.
(giugno 2003)

12/01/2004
Bob e Charlotte si sono sfiorati, si sono guardati, si sono capiti, ma non si sono mai uniti: c'è solo la bellezza del sogno, di un desiderio che rimane tale. Le loro parole, i sussurri fanno parte di uno sguardo disincantato sulle cose del mondo che è solo loro. Più che amore tradotto dunque un amore sognato, quello che proprio perché lieve, proprio perché sincero e autenticamente profondo, non vivrà di illusioni e perciò sarà sempre vivo.
10/01/2004
ZapoChannel
L'ingannevole aberranza.
Signore e signori, ecco a voi l'intervista di Enzo Biagi a Roberto Benigni. Per il linguaggio usato e per le immagini proposte si sconsiglia la visione ai più forzaitalioti. Cordiale visione.

09/01/2004
07/01/2004
Oggi mi aspettano otto diligenti ore di Marozzone per tornare ai miei doveri... :)
06/01/2004
Mia dolce Befana con le scarpe tutte rotte, è il tuo piccolo Presidentuccio del Consiglio ti scrive. Tu, emblema della tipica tradizione padana - come mi ha assicurato Bossi - tu, nata nella Brianza e cresciuta a Pontida, tu, che cavalchi lo spadone longobardo portando doni ai meritevoli e carbone ai comunisti, tu, simbolo di devoluzione, generosità e giustizia, consentimi di suggerirti qualche spunto per le difficili scelte che anche quest’anno dovrai compiere. Ti chiedo vivamente di tenere in debito conto le mie indicazioni, primo, perché potrei sostituirti con una Velina, secondo, perché l’umanità si trova in un equilibrio così precario che solo Io, eletto dal popolo ed Unto dal Signore, posso ristabilire. Orsù, bando alle ciance e rimbocchiamoci le maniche! Io detto e tu scrivi. E ricordati che adesso hai un prestigio da difendere: da quando ti ho fatto trasferire la residenza da Roma ad Arcore sei diventata il simbolo dell’Italia che “lavora, guadagna, paga e pretende”. Perciò vestiti meglio, rifatti le tette e comincia a scrivere, prima che assuma io stesso il ruolo di “Befana ad interim”! Iniziamo con i meridionali indolenti e lavativi, ai quali porta una bella legge devolution con in omaggio una valigia di cartone ed un kit comprensivo di passaporto padano, set di impronte digitali fai da te, e il cd delle canzoni napoletane con i testi scritti addirittura da me stesso medesimo; all’irrequieto presidente della Roma Sensi porta il santino del Milan ed un dossier di 12.000 pagine sul tema “I complotti arbitrali esistono solo in magistratura per colpa delle toghe rosse”; a Sabina Guzzanti recapitale un prestigioso cofanetto di videocassette con tutte le puntate del Bagaglino, affinchè capisca una volta per tutte cosa significa far satira intelligente, cribbio... in ultima ti devo comunicare la mia nuova grande idea! Proprio dal 6 gennaio parte la promozione commerciale “Una scuola privata per tutti”. Finiamola con i superati programmi scolastici e le vecchie scuole noiose. Rivoluzioniamo il sistema! Diamo una ventata di freschezza all’immagine spenta della scuola ed adeguiamola ai tempi. Per iniziare cambieremo il nome degli istituti scolastici: basta “Scuola Magistrale Manzoni”, “Istituto Tecnico Mazzini” o “Liceo Leopardi”!. Da ora, “Scuola Magistrale Letizia Moratti”, “Istituto Tecnico Maldini”, “Liceo Berlusconi”. Poi sostituiremo i programmi introducendo le nuove materie amate dai ragazzi, come chiromanzia, telequiz, chat, sms-sologia, accanto alle quali rimarranno comunque le materie basilari del nostro ordinamento, quali ragioneria (che diverrà falso in bilancio), diritto privato (che diventerà rogatorie & legittimi sospetti), geografia (ribattezzata devolution), educazione civica (per meglio dire, presidenzialismo), implementate da materie di approfondimento come ricusazione, zona & pressing, lavaggio del cervello. Quanto alla storia, le daremo una bella rinfrescata: via dai libri Lenin, Togliatti, Pertini, Che Guevara e Berlinguer, e dentro Schifani, Previti, Costacurta, Emilio Fede e Confalonieri. Seconda lingua scolastica sarà il lumbard (la prima, ovviamente, l’italiano riscritto da me) mentre le gite scolastiche trimestrali obbligatorie saranno svolte alla scoperta dei grandi tesori culturali del nostro paese e cioè ad Arcore, Milanodue, Milanotre, San Siro e Pontida. Ti è piaciuta la mia idea? Come ben vedi, mia cara Befana, sono uno statista dal cuore d’oro, di quelli di una volta, quando, come cantava quell’estremista anarchico di De Andrè, “ci voleva, per fare il “mestiere”, anche un po’ di vocazione”. Ora forza, datti da fare che manca poco o ti faccio sostituire da Natalia Estrada! E, te lo ripeto, vestiti un po’ meglio! Ma non le vedi le Letterine della trasmissione Passaparola? Tuo,
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05/01/2004
ZapoChannel
La visionaria aberranza.
Trasmettiamo ora Hallanima. Trama: un minuto e mezzo circa di pecoreccia fantascienza. Good vision.

04/01/2004
L'Istant Messenger di Splinder: prova un po' a scaricartelo e a leggerti la guida...
03/01/2004
ZapoChannel
La catodica aberranza. Cinquant'anni dopo.
Va ora in onda Storie del signor G. Un salto nel 1972. Buona visione. P.S. Ricordati di chiudere lo sportello dello ZapoBlog, prima di partire... ;)

02/01/2004





